Come esercitare il diritto di recesso per gli acquisti online

By Redazione Italia Cashback | Acquisti in rete

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Gen 22
diritto di recesso acquisto

Come funziona il diritto di recesso per gli acquisti online?

Il diritto di recesso, come previsto dal d.lgs. 206/2005, più conosciuto come Codice del Consumo, è una forma di tutela del consumatore che si applica sempre, anche quando si acquista online o semplicemente fuori dai locali commerciali, incluse le vendita porta a porta.

In questo articolo andremo a scoprire tutto quello che c'è da sapere quando si verifica la necessità di utilizzare il diritto di recesso dopo aver comprato in rete.

Per esercitare il diritto di recesso la legge italiana prevede delle condizioni e modalità ben definite ed è bene conoscere i propri diritti per potersene avvalere correttamente e non commettere errori.

Vediamo ogni singolo aspetto nel dettaglio per non commettere errori e non prendere abbagli.

Come esercitare il diritto di recesso sugli acquisti online nel 2019

Premessa fondamentale: le indicazioni che seguono riferite agli acquisti online sono valide purché sussistano due presupposti fondamentali.

Il primo è che l’acquisto sia avvenuto a distanza o al di fuori dei negozi, così canonicamente intesi (sono inclusi gli stand nei centri commerciali o gli ambulanti regolari) e, in secondo luogo, che la transazione sia effettuata da un consumatore.

Il Codice del Consumo intende come consumatore colui il quale “agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”. Quindi, sono da ritenersi escluse le transazioni con partita IVA.

Il venditore è tenuto per legge a comunicare al proprio cliente, prima della conclusione dell’ordine, informazioni precise sulle condizioni di vendita, sulle caratteristiche del prodotto o del servizio, sul prezzo comprensivo di tutte le spese extra, sui tempi di consegna, sul diritto di recesso e sulle modalità di pagamento.

Qualora ciò non avvenga, il consumatore ha più tempo per avvalersi del diritto di recesso, come stiamo per vedere.

Tempi e Modalità

Il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dal ricevimento del bene da parte del consumatore o, se si tratta di un servizio, entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, a patto che siano stati rispettati gli obblighi di informazione che gravano sul venditore.

Nel caso in cui questi non siano stati inizialmente rispettati e il venditore abbia posto rimedio successivamente, il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dal momento in cui tali obblighi siano stati adempiuti completamente.

Nell'ipotesi in cui il venditore dovesse omettere gli obblighi di informazione senza porre rimedio, a quel punto il diritto di recesso potrà essere esercitato entro 12 mesi e 14 giorni dalla conclusione del contratto di servizio o dal ricevimento del bene.

diritto di recesso online

Esercitare il diritto di recesso: il processo step by step

Il diritto di recesso può essere esercitato in qualsiasi momento entro i termini sopra previstisenza motivazione e senza alcun costo.

Le modalità previste dalla legge (art. 54) sono:

  1. utilizzo del modulo tipo di cui all'allegato I Parte B della legge
  2. qualsiasi altra dichiarazione esplicita
  3. possibilità, se offerta sul sito web, di compilare un modulo

L'invio di una raccomandata con avviso di ricevimento o di una PEC al venditore entro i termini indicati non è in nessun modo obbligatorio, ma è tuttavia utile ai fini di avere la prova dell'invio nei termini (farà fede il timbro postale o la data della PEC). L'onere di tale prova, infatti, è a carico del consumatore. 

A rigore, quindi, possiamo affermare che basta una qualunque esplicita richiesta.

Nella nuova formulazione della legge non è più previsto alcun vincolo di comunicazione entro 48 ore al venditore come condizione per il buon esito del processo.

Secondo l'art. 56, poi, "A meno che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, il consumatore restituisce i beni o li consegna al professionista o a un terzo autorizzato dal professionista a ricevere i beni, senza indebito ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dalla data in cui ha comunicato al professionista la sua decisione di recedere dal contratto ai sensi dell'articolo 54."

Sussiste quindi un obbligo di restituzione del prodotto al venditore entro 14 giorni dalla comunicazione di recesso. In caso di spedizione, fa fede la data in cui avviene e non quella in cui il prodotto torna materialmente nella disponibilità del professionista.

Una eccezione a questa regola si ha quando i beni, per loro natura, non sono adatti all'invio per posta o corriere: in questo caso sarà il venditore ad avere l'onere di recuperarli.

Spese di spedizione e condizioni del bene

Le spese di spedizione per la restituzione della merce, se non è previsto diversamente dalle condizioni di vendita, sono a carico del consumatore il quale, per contro, ha diritto alla restituzione dell’intero importo pagato e, nello specifico, anche alle spese sostenute originariamente per la consegna del bene.

Esistono comunque diversi portali e-commerce che utilizzano il reso gratuito come forma di promozione.

Quanto alle condizioni di restituzione del prodotto, e alla relativa responsabilità, si deve far riferimento all'art. 57 che, per la parte che qui interessa dispone: “2. Il consumatore e' responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le
caratteristiche e il funzionamento dei beni. Il consumatore non e' in alcun caso responsabile per la diminuzione del valore dei beni se il professionista ha omesso di informare il consumatore del suo
diritto di recesso a norma dell'articolo 49, comma 1, lettera h)
.”

Il consumatore, quindi, potrà restituire il bene anche se in parte deteriorato perché,come recita il testo di legge, sarà responsabile solo della “diminuzione del valore del bene custodito” risultante da una sua indebita manipolazione.

Una volta ricevuta la comunicazione di recesso, il venditore deve restituire il prezzo pagato nel minore tempo possibile e comunque entro 14 giorni dalla ricezione della comunicazione stessa. Il consumatore deve, come già visto, entro lo stesso termine decorrente dalla data di invio della comunicazione, restituire la merce.

Le esclusioni dal diritto di recesso online

L'art 59 del Codice del Consumo prevede che ci siano particolari casi in cui resta escluso il diritto di recesso:

Dubbi sul diritto di recesso acquisti online
  • i contratti di servizi laddove l'esecuzione sia iniziata con il consenso del consumatore e il servizio sia stato completamente prestato;
  • la fornitura di beni o servizi che hanno un valore ancorato a imprevedibili fluttuazioni del mercato finanziario;
  • la fornitura di beni personalizzati o confezionati su misura;
  • la fornitura di quei beni che si ritrovano ad essere inscindibilmente mescolati ad altri dopo la consegna;
  • la fornitura di beni deteriorabili;
  • la fornitura di beni sigillati che, per motivi di sicurezza o di salute, non si prestano alla loro restituzione dopo l’apertura;
  • la fornitura di bevande alcoliche il cui prezzo, concordato, sia legato a fluttuazioni di mercato e la cui consegna non possa avvenire prima di 30 giorni;
  • la fornitura di giornali, riviste e periodici;
  • la fornitura di video/audio/software consegnati sigillati e che siano stati aperti;
  • i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori di riparazione o manutenzione urgenti;
  • i contratti conclusi in un'asta pubblica;
  • la fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale (ad esempio videocorsi), qualora la loro esecuzione e fruizione sia iniziata con l'accettazione da parte del cliente che in questo modo avrebbe perso il diritto di recesso;
  • le forniture di alloggi a fini non residenziali, di catering, di noleggio auto e di trasporto beni quando il relativo contratto preveda una data o un tempo di esecuzione specifici. 

Il recesso sui prodotti online in offerta o in saldo

Molti si chiederanno: ma i prodotti acquistati in periodi di saldi online, o di forti eventi promozionali come Black Friday e Cyber Monday, sono in qualche modo esclusi dal diritto di recesso?

La risposta è no. Il recesso sarà sempre possibile, e costituisce un diritto irrinunciabile del consumatore (salvo le eccezioni sopra menzionate).

Esso, infatti, non è in alcun modo correlato al concetto di 'qualità del bene', alle sue caratteristiche, o al fatto che venga venduto o meno a un prezzo conveniente.

Il diritto di recesso ha unicamente a che fare con la modalità di conclusione del contratto, e quindi anche in caso di vendite promozionali online le regole rimangono quelle generali.

La Direttiva Europea 2011/83/UE

La Direttiva 83/2011 è stata recepita nel nostro ordinamento con il D.Lgs 21/2014, che ha modificato il D.Lgs 206/2005 in alcuni articoli (art. 45-57).

Questa Direttiva, oltre a modificare alcune regole del Codice del Consumo, ha sostanzialmente dato una serie di orientamenti alla regolamentazione degli acquisti online, nell'ottica di una maggiore tutela del consumatore.

I principali sono:

  • Eliminazione delle spese e dei costi nascosti negli ecommerce, attraverso la previsione di una approvazione esplicita dell'utente per una serie di servizi apparentemente gratuiti.
  • Trasparenza dei prezzi in rete, attraverso una maggiore chiarezza sui costi supplementari e quindi sul prezzo finale vero e proprio.
  • Progressiva eliminazione delle caselle preselezionate sui siti web, per evitare che la dimenticanza del consumatore al momento di deselezionare i box che inseriscono servizi aggiuntivi portasse alla vendita di prodotti non richiesti.
  • Introduzione del formulario di recesso standard per l'intera UE, in modo che i consumatori possano avere a disposizione un modulo di riferimento per facilitare le richieste di recesso.
  • Maggiore uniformità di questo insieme di norme in tutta l'Unione, per agevolare gli scambi tra paesi membri e garantire una tutela omogenea dei consumatori.

Il diritto di recesso online in pillole

Riassumendo, ci sono 4 fasi per l'esercizio del diritto di recesso online nel 2019:

  1. Informativa precontrattuale: con onere a carico del venditore e riflessi sui termini per esercitare il diritto di recesso nel caso in cui questa sia incompleta o mancante del tutto;
  2. Esercizio del diritto di recesso vero e proprio: a carico del consumatore ed esercitabile con sostanziale libertà di forma (salvo la convenienza di utilizzare modi di comunicazione tracciabili e utilizzabili come prova);
  3. Rimborso del prezzo pagato dal cliente: a carico del venditore, entro 14 giorni dal ricevimento della richiesta di recesso; 
  4. Restituzione dei beni al venditore: a carico del compratore, sempre entro 14 giorni dalla richiesta di rimborso.

Testo completo Codice del Consumo

Per completezza, alleghiamo a questo articolo il testo completo del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ossia il Codice del Consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

È possibile visionarlo o scaricarlo integralmente a questo link:

>>> Codice del consumo 2019 <<<

Diritto di recesso nei siti di cashback

Fin qui la 'teoria generale'. Ma in un sito di cashback, o nell'ambito di un qualunque servizio che offra un parziale riaccredito della spesa fatta, come funziona il diritto di recesso?

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La risposta è in realtà molto semplice: allo stesso modo.

Infatti, nei siti di cashback si acquista con le stesse modalità di sempre, cioè direttamente sulle piattaforme dei siti partner.

Questo vuol dire che le regole sul diritto di recesso seguono le regole generali proprio per il fatto che - tecnicamente - l'acquisto e il pagamento non hanno nulla di differente dall'acquisto e dal pagamento fatti quando non si utilizza un servizio di cashback.

L'unica implicazione che si ha quando si fa shopping con il cashback è proprio che questo non viene riconosciuto come 'definitivo' fin quando sussiste il diritto di recesso. In genere, in tale 'limbo', l'acquisto figura come tracciato e riconosciuto, ma il riaccredito non ancora incassabile.

Una volta scaduti i termini per esercitare il diritto di recesso, l'acquisto sarà considerato come definitivo e, di conseguenza, il cashback diventerà incassabile.

Leggi anche -> Siti di cashback: le 10 cose da sapere

Conclusioni

Se si è preoccupati che un prodotto possa non rispondere alle esigenze, soprattutto se si vede solo un’immagine dello stesso attraverso un monitor, oggi si può usare consapevolmente un’arma in più: il diritto di recesso, che in pratica sancisce il diritto di cambiare idea.

In questo modo è possibile tutelarsi consapevolmente da soli ed evitare raggiri o acquisti online poco informati. Non dimenticate la possibilità di essere in ogni caso aiutati dalle associazioni a tutela dei consumatori (tra cui, su tutte, Altroconsumo).

Se avete ulteriori dubbi o se non sapete come comportarvi in un caso concreto dove intendete valervi del recesso, utilizzate i commenti qui sotto!

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La Redazione di Italia Cashback eredita l'esperienza di 8 anni della piattaforma Queexo.com e la riversa in un nuovo contesto più globale, smart e improntato al marketing strategico (che rappresenta la principale area di expertise del gruppo).

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